Ospiti 2017-08-07T18:00:46+00:00

Ospiti FiPiLi Horror Festival 2017

Sergio Stivaletti          

“Ero un ragazzo alle primissime armi: Non sapevo neanche bene che cosa si facesse di preciso su un set, ma ero molto entusiasta. Dario mi ha dato lo stimolo necessario per avere il coraggio di praticare questo mestiere…”

Ecco come inizia la storia di Sergio Stivaletti, nato a Roma il 15 marzo del 1957, talentuoso regista e il più grande creatore di effetti speciali italiano soprattutto nel genere horror che ci insegna come seguire i nostri sogni senza aver timore di nulla.

Le prime esperienze nel mondo del cinema di Stivaletti sono dovute alla cognata, costumista in alcuni film di Pupi Avati. Inizia con piccoli oggetti di scena per i film “Jazz Band” (1978) e “Le strelle nel fosso” (1979) e finisce a collaborare con lo studio di Angelo Mattei e a lavorare come assistente nel film “Murder Obsession” (1981).

Successivamente crea materiali di scena nei film “I cacciatori del cobra d’oro” (1982) e, sempre nello stesso anno, realizza alcune riprese in stop motion per il film “Assassinio al cimitero etrusco”.

Da qui inizia il suo successo, attirando l’attenzione di Dario Argento e realizzando gli effetti speciali per il suo film “Phenomena” fino ad arrivare ad oltre 30 anni di collaborazione con registi importanti come, appunto, Argento, Bava (in “Demoni” nel 1985 in cui utilizza degli animatronic, e in altri innumerevoli film), Benigni , Salvatores e Soavi.

E’ del 1996 il suo lavoro per il film “La sindrome di Stendhal”, sempre di Argento, per il quale crea quelle che sono considerate le prime scene di computer graphics; sempre nello stesso anno viene chiamato alla sua prima regia nel film “M.D.C. – Maschera di cera”, film che inizialmente doveva essere diretto da Lucio Fulci, scomparso prima dell’inizio dei lavori. Una favola nera che viene trasferita in una splendida cornice gotica; la trama di base si basa su un racconto del Gaston Leroux de “Il Fantasma dell’Opera”, ma  lo script è la combinazione di una sceneggiatura horror degli anni ’80 di Argento e Lucio Fulci, serie di eventi terrificanti e da incubo, costantemente mescolati con raccapriccianti e dettagliati effettacci di make-up artistico, ed effetti visivi ad opera.

Recentemente si è dedicato anche alla creazione di una mini-serie a fumetti “Factor-V”, pubblicata dal marzo 2010 dall’editore Star Comics

Filmografia parziale

Solo Regia

  • M.D.C. – Maschera di cera (1997)
  • I tre volti del terrore (2004)
  • Il velo di Waltz – cortometraggio (2010)
  • L’invito – cortometraggio (2013)
  • The Profane Exhibit – (segmento Tophet Quorum) (2013)
  • Fear – serie TV (2014)
  • Stalking Eva, regia di Joe Verni (2015)

Attivi fin dal 1999 sia nel teatro che nel cinema, I Licaoni sono un gruppo che si è sempre distinto per la propria indipendenza e per il tocco ogni volta molto personale dato alle opere di loro produzione. Vantano all’attivo alcuni lungometraggi, tra cui Kiss Me Lorena, N.A.N.O. e Mandorle, un numero massivo di corti, tra cui lo spassoso Santre e l’adrenalinico Last Blood, ma anche video all’occorrenza satirici o parodici. Hanno inoltre realizzato, in quanto attivi anche nel campo della comunicazione, diversi spot aziendali su commissione. Loro è anche la serie di video Licaoni Cinema Show, una sorta di corso online nel quale insegnano a chi ha intenzione di cimentarsi nel mondo cinematografico una serie di norme e regole riguardo ogni aspetto dello stesso, dalla regia al montaggio a come, addirittura, lavorare con un budget non elevato. Hanno inoltre ricevuto vari riconoscimenti e dal 2010 hanno una partnership con YouTube.

Giulio Giorello è filosofo, matematico ed epistemologo tra i più autorevoli in Italia, ordinario di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano.

Ha diviso i suoi interessi tra lo studio di critica e crescita della conoscenza con particolare riferimento alle discipline fisico-matematiche e, in relazione ad esse, l’analisi dei vari modelli di convivenza politica. I suoi interessi si sono poi ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Si è occupato anche di storia della scienza, in particolare le dispute novecentesche sul “metodo”, e di storia delle matematiche (Lo spettro e il libertino). Nel 1981 ha curato con Marco Mondadori l’edizione italiana di Sulla libertà di John Stuart Mill. Giulio Giorello è ateo ed ha scritto il libro: Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo, editore Longan, una prospettiva che unisce ateismo e libertarismo, alla luce del motto anarchico né dio né padrone.

Viene definito “Uno dei filosofi più à la page..appassionato di Giordano Bruno e Galileo come di Tex Willer e Topolino”.

Claudio Bartolini nasce nel 1982, ed è critico e redattore del settimanale di cinema Film Tv, inoltre collabora con le riviste Nocturno e Antarès.

Cura rassegne e cineforum in provincia di Milano e tra le sue pubblicazioni possiamo ricordare: Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in cento film (Le Mani, 2011), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013).

I suoi saggi sono apparsi nei volumi The Fincher Network. Fenomenologia di David Fincher (Bietti Heterotopia, 2011), «i»L’ossessione visiva. Il cinema di Ridley Scott«/i» (Historica Edizioni, 2012), Cinema senza fine. Un viaggio cinefilo attraverso 25 film (Mimesis, 2014). Nel 2012 scrive Videocronenberg

Inoltre ha scritto la prefazione per Fino all’ultima goccia. Tutto il cinema dei vampiri da Dracula a True Blood (Mimesis, 2014) e nel 2016 scrive George A. Romero. Appunti sull’autore.

Dal 2014 è direttore della collana di cinema Bietti Heterotopia.

Antonio Tentori (Roma, 1960) è uno scrittore e sceneggiatore italiano famoso per avere collaborato con prestigiosi registi come Lucio Fulci, Dario Argento, Joe D’Amato, Sergio Stivaletti, Bruno Mattei.

Con Fulci ha iniziato la sua carriera scrivendo il soggetto di Demonia (non accreditato) nel 1990 e, sempre nello stesso, la sceneggiatura di Un gatto nel cervello, sempre di Fulci.

Successivamente ha lavorato per i film Ritorno dalla morte – Frankenstein 2000 di D’Amato; I tre volti del terrore di Stivaletti; L’isola dei morti viventi, Anime perse, Zombi: La creazione di Mattei e tanti altri.

Ha sostenuto l’esordio di Luigi Pastore coproducendo il film Come una crisalide e recentemente ha scritto insieme a Dario Argento e Stefano Piani la sceneggiatura di Draula 3D, per la regia di Argento stesso.

Tentori, oltre ad avere contribuito alla realizzazione di noti film dell’orrore, ha scritto numerosi saggi sul cinema di genere e ha pubblicato Nero Profondo, un’antologia di racconti noir, horror e fantascientifici.

Inoltre, sempre con Luigi Pastore, ha realizzato il documentario Rino di Silvestro Story- il cinema, l’arte, la cultura.

 Edoardo Gabbriellini è un attore, regista e sceneggiatore italiano il quale avremo il piacere di ospitare durante nostro Festival a Livorno, dove, peraltro, è nato nel 16 luglio del 1975.

Il nostro livornese, dopo essersi iscritto alla facoltà di Lettere di Firenze, si ritira per dedicarsi alla recitazione. Debutta come attore all’età di 22 anni, interpretando il protagonista del film Ovosodo nel 1997, regia di Paolo Virzì, nome al quale rimarrà legato. Difatti due anni dopo interpreta il ruolo di Alessio nel film Baci e abbracci e nel 2008 recita in Tutta la vita davanti, sempre sotto la regia di Virzì.

Ma il suo nome non sarà legato per sempre a quello di Virzì, lo vedremo in altri film noti come Ora o mai più, regia di Lucio Pellegrini nel 2003; “Io sono l’amore”, regia di Luca Guadagnino nel 2009, che verrà presentato nella sezione “Orizzonti” della 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Figli delle stelle, regia di Lucio Pellegrini nel 2010 e C’è chi dice no regia di Giambattista Avellino (2011).

Lo vedremo recitare anche in televisione, nel 2008 farà parte del cast nella miniserie tv di Canale 5, I liceali, dove interpreta il ruolo di Filippo, compagno gay di un liceale di 13 anni più giovane. È conosciuto anche per aver recitato nello spot pubblicitario Nescafé, insieme a Camila Raznovich.

La sua carriera non si limita a come ruolo di attore, nel 2001 dirige e partecipa al videoclip Tre parole di Valeria Rossi e esordisce alla regia nel 2003 con il film B.B. e il cormorano, presentato al Festival di Cannes; in esso riveste il ruolo di Mario, un idraulico livornese squattrinato che insegue il sogno di raggiungere lo zio in America e di fare il musicista underground.

Torna poi alla regia nel 2012 con Padroni di casa con un cast all star: Valerio Mastandrea, Elio Germano, Valeria Bruni Tedeschi e Gianni Morandi.

Francesca Bertuzzi: non solo scrittrice di romanzi e racconti, ma anche montatrice video. Si è cimentata inizialmente proprio in quest’ultimo ambito, non nascondendo mai però un vasto interesse per la stesura di opere letterarie. E’ del 2011 la sua prima pubblicazione, coadiuvata sia dall’editore Newton Compton sia dal suo mentore Joe R. Lansdale, si tratta de Il Carnefice, il cui successo è stato massivo. Seguiranno prima nel 2012 Il Sacrilegio e, infine, nel 2013, La Belva. Sono romanzi che in un certo senso fanno eco al Texas di Lansdale, ma che comunque si distinguono molto da tutti gli altri poiché, grazie all’esperienza avuta nel campo del montaggio video, la Bertuzzi ha sviluppato uno stile molto personale, serrato e d’impatto. Francesca non si è però limitata, come all’inizio detto, solamente alla stesura di romanzi, ma ha anche collaborato per alcune raccolte di racconti, tra queste si ricordano Nessuna Più, cui ha contribuito con la sua storia Dente per Dente, mettendo in mostra una sentita ferocia visto il tema che è andata a trattare, per l’occasione, insieme ad altri trentanove scrittori: il femminicidio. Francesca lavora inoltre anche nel campo della sceneggiatura ed ha negli ultimi anni stretto una proficua collaborazione con la sorella regista Valentina.

Opere

  • • 2011 – Il Carnefice (romanzo), Newton Compton
  • • 2012 – Il Sacrilegio (titolo originale “La Paura”, romanzo), Newton Compton
  • • 2013 – Dente per dente (racconto) all’interno della raccolta “Nessuna più”, Elliot
  • • 2013 – La Belva (romanzo), Newton Compton
  • • 2013 – Quando da piccolo picchiavo i cani (racconto) all’interno della raccolta “Delitti di ferragosto”, Newton Compton
  • • 2014 – Finché morte non ci separi (racconto), all’interno della raccolta “Delitti di capodanno”, Newton Compton
  • • 2015 – L’ape e il fiordaliso (racconto), all’interno della raccolta “Deliti in vacanza”, Newton Compton

Filmografia:

  • Il gatto dagli occhi di giada, (1977)
  • Solamente nero, (1978)
  • Barcamenandoci, (1984)
  • Blue Tornado, (1991)

La Krakatoa Inkorporescion è un gruppo di artisti nativi di Sassuolo molto particolare. Si tratta sia di filmmakers che di fumettisti e a contraddistinguerli è uno stile sempre volutamente sarcastico e soprattutto portato all’estremo del no sense. Vantano diversi comics e video originali ed amano definirsi “Un boato nella psiche del fragile”.

Ha sostenuto l’esordio di Luigi Pastore coproducendo il film Come una crisalide e recentemente ha scritto insieme a Dario Argento e Stefano Piani la sceneggiatura di Draula 3D, per la regia di Argento stesso.

Tentori, oltre ad avere contribuito alla realizzazione di noti film dell’orrore, ha scritto numerosi saggi sul cinema di genere e ha pubblicato Nero Profondo, un’antologia di racconti noir, horror e fantascientifici.

Inoltre, sempre con Luigi Pastore, ha realizzato il documentario Rino di Silvestro Story- il cinema, l’arte, la cultura.

 Fabio Guaglione (13 settembre 1981) e Fabio Resinaro (1980) oltre a condividere, in modo quasi ironico, il nome (conosciuti, infatti, come Fabio&Fabio), condividono le loro esperienze e le loro passioni riguardanti il cinema, la scrittura, i fumetti e la musica, tra i banchi di scuola al Liceo Scientifico di San Donato Milanese dal 1995.

Insieme iniziano il loro percorso autodidatta nel mondo del cinema; mentre girano cortometraggi (tra cui Ti chiamo io nel 2001, realizzato con una miniDV) e spot pubblicitari, collaborano con diverse agenzie in qualità di Art Director, supervisori degli effetti speciali e sceneggiatori.

Nel 2004 creano un team e un nuovo progetto: “E.D.E.N”, un cortometraggio girato in 35mm, che si concluderà due anni dopo. L’attesa, però, ha i suoi buoni frutti: E.D.E.N riscuote successo nei festival nazionali (come Nastri D’argento 2004, Arcipelago Film Festival 2004, Sky Tv Awards 2004, Future Film Festival 2005, ecc) ma, soprattutto, la sua fama esce dai confini italiani vincendo diversi premi e riconoscimenti.

I loro nomi iniziano ad attirare l’attenzione di importanti società, tra cui Sky Italia. Attraverso la collaborazione di quest’ultimo, riescono a produrre The Silver Rope, un nuovo mediometraggio di 30 minuti, sempre di fantascienza, che li porta ad avere popolarità tra i festival internazionali.

Il loro successo aumenta così come aumentano le loro opere in ambienti sempre più prestigiosi, realizzano difatti spot pubblicitari per De Agostini, per il marchio Danone e video musicali per artisti famosi come Raf, Max Gazzè e Zeropositivo, Subsonica, Le Mani, Biagio Antonacci e Negramano.

Nel 2008 un altro cortometraggio di fantascienza dal titolo Afterville entra nella loro lista, sempre più ricca, di corti e vince il premio come miglior corto europeo al Sitiges-Festival Internazionale del cinema fantastico della Catalogna.

La loro affermazione culmina nel 2009 con la fondazione della loro casa di produzione, la Mercurio Domina, che produrrà My Shoes, un cortometraggio.

Sempre dal 2009, Fabio&Fabio iniziano ad essere rappresentati negli Stati Uniti dalla CAA, un importante agenzia hollywoodiana, mentre la The Safran Company gestisce i loro progetti.

Nel 2011, con la loro casa di produzione e quella di Widside e The Safran Company, scrivono e producono il lungometraggio True Love, diretto da Enrico Clerico Nasino.

Il 2016 è l’anno del debutto con Mine, il loro primo lungometraggio thriller che vede come protagonista Armie Hammer, attore statunitense che ha recitano in film come The Social Network, Biancaneve, The Lone Ranger, J. Edgar, ecc. Nel 2017 ricevono la candidatura come miglior regista esordiente al David di Donatello.

Filmografia

Registi

  • E:D:E:N (2004) – cortometraggio
  • The Silver Rope (2006) – cortometraggio
  • Afterville (2008) – cortometraggio
  • Mine (2016)

Sceneggiatori

  • E:D:E:N (2004) – cortometraggio
  • The Silver Rope (2006) – cortometraggio
  • Afterville (2008) – cortometraggio
  • True Love, regia di Enrico Clerico Nasino (2012)
  • Mine, regia di Fabio Resinaro e Fabio Guaglione (2016)

 Ruggero Deodato è a tutt’oggi una delle più importanti figure nella cinematografia di genere italiana. Inizialmente attore in alcune produzioni italiane, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla regia grazie all’opportunità fornitagli da Roberto Rossellini, insieme al quale lavora come aiuto regista. Esordisce ufficialmente grazie al supporto di Antonio Margheriti, con Ursus il terrore dei Kirghisi, nel 1964. Sempre grazie a Margheriti, realizza il suo primo lavoro in singolo nel 1968, Gungala La Pantera Nuda. Si dedica poi alla regia di spot pubblicitari, per poi tornare al cinema prima con Ondata di Piacere e poi con il poliziottesco Uomini Si Nasce Poliziotti Si Muore, alla cui sceneggiatura lavora Fernando di Leo, regista del celeberrimo Milano Calibro 9. E’ comunque grazie al genere horror e soprattutto a quello cannibal che Deodato guadagna la fama che ha oggi e dirigendo prima Ultimo Mondo Cannibale nel 1977, poi Cannibal Holocaust nel 1980 e infine Inferno in Diretta nel 1985 da vita alla cosiddetta Trilogia dei Cannibali. Sempre nello stesso anno del secolo capitolo gira, inoltre, La Casa Sperduta Nel Parco, pellicola le cui scene di violenza sono tutt’oggi a dir poco impressionanti.  Tra i suoi ultimi lavori, poi, da segnalare lo slasher Camping del Terrore e The Barbarians, rispettivamente del 1986 e del 1987. Deodato si è poi dedicato alla regia di alcune fiction per la televisione ed è tornato dietro la macchina da presa solo nel 2016 con Ballad in Blood.

Filmografia

  • Ursus il terrore dei Kirghisi (1964) (co-regia con Antonio Margheriti)
  • Gungala la pantera nuda (1968)
  • Fenomenal e il tesoro di Tutankamen (1968)
  • Donne, botte e bersaglieri (1968)
  • Vacanze sulla Costa Smeralda (1968)
  • I quattro del pater noster (1969)
  • Zenabel (1969)
  • Ondata di piacere (1975)
  • Uomini si nasce poliziotti si muore (1976)
  • Ultimo mondo cannibale (1977)
  • L’ultimo sapore dell’aria (1978)
  • Concorde Affaire ’79 (1979)
  • Cannibal Holocaust (1980) (regia e comparsa)
  • La casa sperduta nel parco (1980)
  • I predatori di Atlantide (1983)
  • Inferno in diretta (1985)
  • Camping del terrore (1986)
  • The Barbarians (1987)
  • Un delitto poco comune (1988)
  • Lone Runner – Lo scrigno dei mille diamanti (1988)
  • Minaccia d’amore (1988) (noto anche come Telefono mortale)
  • Mamma ci penso io (1989)
  • La lavatrice (1992)
  • Vortice mortale (1993)
  • The Profane Exhibit (2013, episodio intitolato Bridge)
  • Ballad in Blood (2016)

 Fabio Frizzi (Bologna, 2 luglio 1951) è un compositore e autore di colonne sonore italiano.

Importantissima figura italiana conosciuta soprattutto per essere uno dei collaboratori storici del regista Lucio Fulci.

Ha iniziato la sua carriera da musicista fin da giovane, prendendo lezioni di chitarra a 14 anni e fondando successivamente un gruppo rock. Il suo debutto avviene nel 1968 componendo le musiche dello spaghetti-western Ed ora… raccomanda l’anima a Dio!. Fino ad arrivare al grande successo nel 1975 grazie alla colonna sonora di Fantozzi composta insieme a Franco Bixio e Vince Tempera, con i quali formò un trio. Nello stesso anno, Frizzi incontrò per la prima volta Lucio Fulci: compose infatti le musiche de I quattro dell’apocalisse. Da lì la sua collaborazione con Fulci proseguì componendo le colonne sonore dei film che oggi sono divenuti cult: Zombi 2, Paura nella città dei morti viventi e …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà.

Nel 1976 compose, sempre insieme a Bixio e Tempera, le musiche di Febbre da cavallo, commedia divenuta cult diretta da Steno. Nello stesso anno compose le musiche di Il secondo tragico Fantozzi.

Recentemente Frizzi tornò a collaborare con Bixio e Tempera in occasione della colonna sonora di Febbre da cavallo – La mandrakata (2002), sequel di Febbre da cavallo diretto dal figlio di Steno, Carlo Vanzina.

Nel 2012 Frizzi mette in scena il progetto musicale “F2F – Frizzi To Fulci“, una “orchestra rock” formata da 8 elementi diretta dal maestro in cui vengono riproposte le colonne sonore che il maestro realizzò per i film horror diretti dal regista Lucio Fulci

Vogliamo ricordare, inoltre, che nel 2003 Quentin Tarantino ha inserito, omaggiandolo, nella colonna sonora del suo Kill Bill vol. 1 un brano scritto da Frizzi presente in Sette note in nero, diretto da Fulci nel 1977.

Franco Trentalance è conosciuto soprattutto per la sua carriera da pornoattore che inizia nel 1996 all’età di 28 anni, ma,oltre alla carriera di attore e regista di settore, vanta una notevole partecipazione a show televisivi di svariato genere. Nel 2005 è il protagonista di UncuT – Member only di Gionata Zarantonello che viene presentato nei festival cinematografici di Locarno, Fort Lauderdale, Rio de Janeiro e al Tribeca Film Festival.

Nel 2006 fa svariate partecipazioni al Maurizio Costanzo Show e interventi di vario genere in televisione e radio ma anche con interventi su periodici. Tra il 2006 e il 2008 interviene in trasmissioni di Radio Monte Carlo, Radio 105 e Radio DeeJay, e viene intervistato da riviste quali: Vanity Fair, Panorama, Jack, ecc.

Nel 2007 recita insieme ai Club Dogo, Duke Montana, Noyz Narcos e altri rapper italiani nel film Mucchio Selvaggio, diretto da Matteo Swaitz e nello stesso anno riceve il premio alla carriera per i suoi dieci anni di attività.

Nella prima metà del 2009 esce il suo libro intitolato Trattare con cura. Tuttora vanta numerose e svariate partecipazioni a diversi programmi televisivi di attualità e talk-show

Nel 2013 esce il suo calendario ufficiale e partecipa alla webserie di Michael Righini “Fuga dalla morte”. Ha, inoltre, partecipato numerose volte ai video dello youtuber pesarese; sempre nel 2013 recita nel videoclip della canzone “Il mio problema con il sesso” della band bolognese Stil Novo.

Nel 2015 pubblica il romanzo Tre giorni di buio, scritto a quattro mani con il giornalista Gianluca Versace.

Esperto di cinema. Non ama definirisi un critico, ma nondimeno i suoi video su youtube (grazie anche all’attenta regia de I Licaoni) prendono sempre più piede. Analisi approfondite regista per regista e film per film (più di due ore per Carpenter); Il meglio e il peggio dell’anno e consigli vari. Più di 6000 fan su facebook che postano continuamente sulla bacheca domande su domande.

 Antonio Bido nato a Villa Del Conte (PD) l’8 gennaio 1949 è un grande esponente del cinema di genere italiano, regista di due capisaldi gialli : Il Gatto dagli Occhi di Giada e Solamente Nero. E’ da sempre stato un grande appassionato di cinema e i suoi primi cortometraggi, girati in 8mm, appartengono alla sua giovanissima età. Insieme ai gialli, ha anche diretto film ironici come Barcamenandoci, una particolare pellicola nella quale recitano vari membri dell’Accademia Navale di Livorno, ovvero Mak π 100 e una lungometraggio per la televisione dal titolo Aquile. Sua è inoltre la regia di molti documentari spettacolari sulle forze armate, nei quali ha impiegato un gran numero di persone e mezzi militari di vario genere. Nel corso della sua vita ha sempre dimostrato interesse anche per la fotografia e la musica e, negli ultimi anni, si è scoperto come egli sia un suonatore di ottimo livello.

Filmografia:

  • Il gatto dagli occhi di giada, (1977)
  • Solamente nero, (1978)
  • Barcamenandoci, (1984)
  • Blue Tornado, (1991)

Gianfranco Florio nasce a Bari nel 1982, frequenta il Liceo Artistico e la Scuola di Fumetto di Lecce, nel 2005 approda all’accademia Disney di Milano. Collabora per le testate Cip e Ciop magazine, Cars magazine, Toy story magazine e D-you. Sempre per Disney ha realizzato le matite delle graphic novel Planes e Planes 2. Ha tenuto un corso di fumetto umoristico presso la scuola del fumetto di Max Bertolini, collaborato con la rivista Maxim e condotto laboratori creativi per Disney. Dal 2016 inizia a collaborare con il settimanale Topolino.

 Maurizio Nichetti (Milano, 8 maggio 1948) è un attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico italiano. Inizia la sua carriera come sceneggiatore ma, soprattutto, come attore frequentando corsi di mimica i quali caratterizzeranno la sua professionalità. Fonda anche il gruppo teatrale Quelli di Grock dove continua a lavorare sulle sue tecniche attoriali.

Si introduce nel campo della regia nel 1971 con il suo primo film Rataplan con il quale ottiene un grande successo a livello internazionale e vince il Nastri d’Argento come migliore regista esordiente. La sua fama continua con film come Ho fatto splash (1980), Ladri di saponette (1989) e Volere volare (1991) con il quale ha vinto il David di Donatello nel 1991 come miglior sceneggiatura. Nel 1984, con Sordi e Ugo Tognazzi, fu uno dei protagonisti di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Monicelli.

Nichetti lavora anche in televisione, nel 1984 dirige e conduce il programma televisivo Quo Vadiz? su Rete 4 e nel 1986 conduce la trasmissione televisiva per ragazzi su Rai 1 Pista!

Nel 1988 è stato membro della giuria al Festival di Berlino e l’anno successivo al Festival di Cannes.

Dal 2001 la sua regia si estende anche nel campo teatrale con spettacoli come Le sorelle Materassi con Marina Malfatti e Simona Marchini; La verità con Massimo Dapporto e Antonella Elia; Il Barbiere di Siviglia; Il domino nero; Il Paese dei Campanelli e Cincillà al Teatro Verdi di Trieste.

Ha svolto insegnato presso il Centro sperimentale di cinematografia di Torino, l’Università Cattolica di Milano e la Civica Scuola di Cinema di Milano, che ha diretto nell’anno accademico 2009/2010. Attualmente è docente presso la Facoltà di Comunicazione, relazioni pubbliche e pubblicità della Libera università di lingue e comunicazione IULM.

Filmografia

  • Ratataplan (1979)
  • Ho fatto splash (1980)
  • Domani si balla! (1982)
  • Il Bi e il Ba (1985)
  • Ladri di saponette (1989)
  • Volere volare (1991)
  • Stefano Quantestorie (1993)
  • Palla di neve (1995)
  • Luna e l’altra (1996)
  • Honolulu Baby (2001)
  • Mammamia! (2003-2004) (TV)

 Timothy Willocks (Stalybridge, 1957) è uno scrittore e psichiatra britannico.

Esperto in psichiatria, Willocks ha lavorato per alcuni anni alla riabilitazione dei tossicodipendenti. La sua esperienza con le droghe, e non solo, ad esempio anche con le arti marziali, viene sempre riecheggiata nei suoi romanzi.

Nel 1991 scrive il suo romanzo Bad City Blues, il libro avrà successo e verrà, addirittura, adattato per il grande schermo nel 1999 con un film interpretato da Dennis Hopper. Qualche anno dopo scrive “Il fine ultimo della creazione”

Tim ha scritto anche la sceneggiatura del film “Lo straniero che venne dal mare” del 1997 e basato sul racconto del 1903 Amy Foster scritto da Joseph Conrad.

Uno dei suoi romanzi più recenti, Religion, del 2006, è ambientato nel 1565, durante l’Assedio di Malta ed è l’inizio di una trilogia proiettata. La Trilogia si basa sulle avventure di Mattias Tannhauser, un ragazzo sassone che, dopo l’uccisione della sua famiglia da parte dei turchi, viene rapito e addestrato per diventare un giannizzero nell’Impero ottomano. Dopo anni di servizio lascia la vita militare per darsi al commercio di armi e oppio. In seguito torna alle armi per aiutare una giovane contessa maltese a ritrovare suo figlio, perduto da molti anni. Nel 2013 è uscito il secondo romanzo della trilogia: I dodici bambini di Parigi. La vicenda narra delle peripezie che affronta Mattias Tannhauser nella città di Parigi durante i fatti (storici) della Notte di San Bartolomeo per ritrovare la moglie Carla.

La Trilogia per adesso è incompleta, stiamo aspettando con ansia l’ultimo romanzo che completrà l’intera opera.

Bisogna ricordare anche che Willocks ha avuto il grande onore di scrivere il film-documentario di Steven Spielberg, The Unfinished Journey. 

Nel settembre 2012 gli verrà riconosciuto il Premio Sugarprize durante la seconda edizione del Sugarpulp Festival.

Libri pubblicati

  • Bad City Blues (1991)
  • Il fine ultimo della creazione (Green River Rising, 1995)
  • Re macchiati di sangue (Bloodstained Kings, 1996)
  • Doglands (2011)

       Trilogia di Mattias Tannhauser

  • Religion (The Religion, 2006)
  • I dodici bambini di Parigi (The twelve children of Paris, 2013)

Sceneggiature

  • Lo straniero che venne dal mare (Swept from the sea, 1997) (basato sul racconto di Joseph Conrad Amy Foster, 1903).

 

Marco Limberti (Firenze, 23 ottobre 1969) è un regista cinematografico e televisivo, sceneggiatore cinematografico e autore televisivo italiano. ha alle spalle una lunga gavetta, fatta di nomi importanti del cinema italiano come Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi, Francesco Nuti, Paolo Virzì e Massimo Ceccherini.

Esordisce come assistente alla regia nel 1991 al fianco di Francesco Nuti nel film Donne con le gonne. Un inizio positivo che lo spinge ad accrescere la sua formazione e l’esperienza frequentando, dal 1992 al 1994, vari corsi cinematografici negli Stati Uniti. Tornato in Italia, lavora come aiuto regista soprattutto per Pieraccioni ne I Laureati, Il Ciclone, Fuochi d’artificio e Il pesce Innamorato. Restando sempre in Toscana affianca Massimo Ceccherini per Lucignolo, Faccia da Picasso e La mia vita a stelle e strisce. Ma le collaborazioni non si esauriscono qui e Marco diventa anche l’aiuto regista preferito da Veronesi che lo vuole per Silenzio si nasce, Il Barbiere di Rio, Il mio west, Streghe verso nord, e l’ultimo Che ne sarà di noi.

Diventa l’unico protagonista dietro la macchina da presa, firmando prima il backstage di Ovosodo di Paolo Virzì e poi il videoclip del cantante Daniele Groff. Ma soprattutto lo ricordiamo per la regia di una sitcom di successo, targata Mediaset, Love Bugs. Dopo un’altra parentesi in televisione tra il 2007 e il 2008 dove dirige un’altra sitcom per la Rai, 7 vite, esordisce l’anno successivo sul grande schermo con Cenci in Cina.

Ospiti passate edizioni

Pupi Avati, all’anagrafe Giuseppe Avati (Bologna, 3 novembre 1938), è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore italiano. Illuminato dalla visione di “8½” di Federico Fellini, tenta la strada del cinema. Nel 1970 ottiene da un misterioso imprenditore i finanziamenti per girare due film: “Balsamus, l’uomo di Satana” e “Thomas e gli indemoniati”, due horror grotteschi orgogliosamente provinciali. Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, l’ultima fatica di Pier Paolo Pasolini (anche se per questioni di diritti, pur essendo stato pagato, non risulta accreditato), dirige il suo terzo lungometraggio, dal titolo “La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone” (1975), seguito da “La casa dalle finestre che ridono” (1976), un altro giallo-horror di buon livello che con gli anni è divenuto un vero e proprio film di culto per gli appassionati del cinema dell’orrore. Avati ritorna a questo genere, che sembra proprio adattarsi alla sua personalità, potendo però disporre di budget superiore e di una troupe in cui si può notare la presenza, come sceneggiatore, di Maurizio Costanzo. Nel 1977, esce “Bordella”, musical demenziale censurato all’uscita, che vede tra gli interpreti anche Christian De Sica, allora giovanissimo. Nello stesso anno per confermare il suo talento di maestro del suspense e per far dimenticare lo scarso successo di “Bordella”, ci presenta il film grottesco “Tutti defunti… tranne i morti” che non convince pienamente la critica e il pubblico pur essendo di un livello superiore al precedente lungometraggio. Nel 1978 il nome di Pupi Avati diviene noto al grande pubblico in seguito alla messa in onda sulla RAI dello sceneggiato “Jazz Band”, che racconta la storia della “Doctor Dixie Jazz Band”, seguito da “Cinema!!!” ed altri tre lavori televisivi di Avati (“Dancing Paradise” del 1982, “Accadde a Bologna” del 1983, “E’ Proibito Ballare” del 1989). Nel 1980 scrive “Macabro”, film che segna l’esordio alla regia di Lamberto Bava. Nel 1983, il regista bolognese passa alla commedia, dirigendo il delicato “Una gita scolastica”, ma ritorna al thriller-horror con “Zeder”, giudicato una fra le sue migliori opere dai cultori del genere. Dopo l’amaro “Impiegati” (1984), è nuovamente alla regia di un altro pregevole lungometraggio, ovvero “Regalo di Natale” (1986), che avrà poi un seguito nel 2004 intitolato “La rivincita di Natale”. Vengono poi i successivi “Storia di ragazzi e di ragazze” (1989), “Bix” (1991), il thriller “L’amico d’infanzia” (1993) che si segnala per l’ambientazione negli USA e per i valori di produzione hollywoodiani e l’angosciante horror “L’arcano incantatore” (1996) con Stefano Dionisi. Scrive la sceneggiatura per la miniserie TV RAI “Voci notturne” (1995), diretta da Fabrizio Laurenti. Nel 1997 gira “Il testimone dello sposo” e nel 1999 “La via degli angeli”. Nel 2003 dopo un periodo di pausa, dirige il sentimentale “Il cuore altrove” che vede protagonisti il timido Neri Marcorè e Vanessa Incontrada che interpreta il ruolo di una giovane ragazza non vedente. Il 2005 è un anno favorevole al regista, che porta sullo schermo Vittoria Puccini, Paolo Briguglia e Claudio Santamaria nella commedia romantica “Ma quando arrivano le ragazze?” e dirige Antonio Albanese, Katia Ricciarelli, Marisa Merlini, Angela Luce e nuovamente Neri Marcorè nel divertente “La seconda notte di nozze”. Nel 2007 è la volta del garbato “La cena per farli conoscere”, con Diego Abatantuono accompagnato dalle belle Francesca Neri, Ines Sastre, Vanessa Incontrada e Violante Placido, e “Il nascondiglio” con Laura Morante; nel 2008 di “Il papà di Giovanna”, nel 2009 di “Gli amici del bar Margherita” e nel 2010 di “Il figlio più piccolo” e “Una sconfinata giovinezza”. Nel 2011 ha presentato in concorso alla “Festa del cinema di Roma” il film “Il cuore grande delle ragazze”, con la partecipazione di Micaela Ramazzotti e del cantante Cesare Cremonini. Nel 2013 dirige la fiction con Christian De Sica dal titolo “Un matrimonio”, in onda su RaiUno. Sempre nel 2008 ha pubblicato la sua autobiografia “Sotto le stelle di un film”, e ha vinto, per il film “Magnificat” del 1993, il “XX Premio Internazionale Ascoli Piceno” organizzato dall’Istituto Superiore di Studi Medievali “Cecco d’Ascoli”. Nel 2010 è stato realizzato un film documentario di interviste e animazioni “Pupi Avati, ieri oggi domani” diretto dal regista Claudio Costa, ispirato all’autobiografia del regista “Sotto le stelle di un film”. Al documentario hanno partecipato i tre figli, diversi attori e collaboratori, tra cui Carlo delle Piane, Diego Abatantuono, Katia Ricciarelli, Christian De Sica. Nel settembre 2014 vince il premio come miglior sceneggiatura dell’anno per il film con Sharon Stone e Riccardo Scamarcio “Un ragazzo d’oro” al “Montreal World Film Festival” in Canada.
Nato a bari il 21 gennaio 1961, è uno scrittore e giornalista italiano. Ufficiale dell’Arma, è stato sino a settembre 2014 direttore responsabile della rivista Il Carabiniere. Ha pubblicato diversi libri, ottenendo importanti riconoscimenti di critica. Nella sua produzione artistica, alterna per lo più classici gialli e noir a volumi che gravitano sul tema storico della Shoah. Dal 2007 è stato curatore del concorso letterario per racconti inediti Carabinieri in Giallo. Ha ideato la serie a fumetti Unità Speciale,uscita dal 2008 per i tipi della Eura Editoriale. La relativa sceneggiatura è opera dello stesso Riccardi, in collaborazione con la scrittrice Cinzia Tani e il regista Massimo Guglielmi. Nel 2009 pubblica il suo primo libro, Sono stato un numero. Alberto Sed racconta, narrazione autentica della vita di Alberto Sed,un ebreo romano sopravvissuto alla tragedia di Auschwitz. Per questo testo riceve il Premio Acqui Storia e il Premio Narrativa per ragazzi (secondo classificato) all’interno del Premio Adei-Wizo, patrocinato dall’Associazione donne ebree d’Italia.Nel medesimo anno esce il giallo Legame di sangue, che vale all’autore il Premio Tedeschi. Nel 2010 è testimonial del concorso letterario GialloLatino,e all’omonima antologia partecipa con il racconto La giustizia degli uomini. Nel 2011 firma sull’antologia Camicie rosse, storie nere il racconto L’angelo dei poveri e un’intervista ad Andrea Camilleri. Nel 2012 ritorna il tema dello sterminio ebraico ne La foto sulla spiaggia, accreditato di Menzione di merito per la Narrativa italiana al Premio Roma.[10] Sempre del 2012 è il thriller Undercover. Niente è come sembra, imperniato sulle gesta di infiltrati che combattono il narcotraffico, vincitore dei premi Mariano Romiti, Azzeccagarbugli e Biblioteche di Roma. Nel 2013 con lo stesso protagonista esce Venga pure la fine, che tocca il conflitto avvenuto in Bosnia alla fine del ventesimo secolo, candidato al premio Strega 2014.
Regista  capace di cavalcare sempre l’onda del gusto del pubblico, Martino è forse l’ultimo dei grandi registi del cinema italiano ad avere nel proprio curriculum almeno un cult per genere.

Da “Tutti i colori del buio” a “Giovannona  coscialunga” a “2019 dopo la caduta di New York” fino a “L’ALLENATORE NEL PALLONE” per citare solo alcuni dei suoi più famosi film in una filmografia vastissima e di qualità.

Al Festival terrà una masterclass sulla paura dopo la proiezione di “TUTTI I COLORI DEL BUIO” sabato 23 Aprile.

Docente di filosofia e storia è anche il fondatore e regista della compagnia teatrale “MAYOR VON FRINZIUS”una compagnia teatrale livornese nata nel 1997, che collabora con l’associazione Haccompagnami ed i suoi spettacoli sono coprodotti dalla Fondazione Teatro Carlo Goldoni di Livorno, attualmente composta da 80 attori e famosa in tutta Italia per l’incredibile percorso artistico che sta compiendo. Personaggio  della vita culturale e politica della città di Livorno, Giannini  terrà una conferenza sulla paura a livello filosofico e storico martedì 19 Aprile presso la Sala Ferretti della Fortezza Vecchia di Livorno.

Per maggiori info: https://www.facebook.com/events/1590697227923990/

Paolo Di Orazio Nasce a Roma nel 1966. Grazie alla pubblicazione del libro Primi Delitti(1989), può essere considerato uno dei pionieri della letteratura splatterpunk italiana. Sceneggia fumetti, pubblica romanzi e racconti per Acme, Granata Press, Radio Rai, Urania, Castelvecchi, Bietti, Rizzoli, Kipple, Cut Up, «Cattivik», «Heavy Metal», Beccogiallo, Clair de Lune, Aurea. Dirige la rivista «Splatter».
Pochissimi musicisti italiani sono riusciti a legare indissolubilmente il loro nome a un suono e a un’epoca, reinventandosi al contempo in nuove e disparate esperienze musicali. Tra questi c’è senz’altro Claudio Simonetti, compositore, arrangiatore, tastierista e produttore, nato a San Paolo del Brasile, ma romano a tutti gli effetti. Il suo percorso è una sfida continua: dagli esordi all’insegna del prog sinfonico con Il Ritratto di Dorian Gray alla consacrazione rock con i Goblin, in una magica sequenza di colonne sonore al fianco dell’amico Dario Argento ma anche di altri maestri del brivido. Con una incursione ad effetto nella discomusic tricolore e un ritorno di fiamma tra le tenebre nel gotico metallico dei Daemonia. Il tutto sorretto da un talento scritto nel DNA familiare, ma forgiato alla dura scuola della Classica e del Conservatorio.

È conosciuto per aver composto molte colonne sonore di pellicole italiane e americane, tra cui i film di Dario Argento Suspiria, Phenomena, Opera, Il cartaio, Jenifer – Istinto assassino, Pelts,
La terza madre, Dracula 3D e Zombi e Martin/Wampyr (di George Romero).

Lamberto Bava (Roma, 3 aprile 1944) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, produttore televisivo, montatore, attore e scrittore italiano. Gli inizi di Lamberto furono nell’assistere il padre nel 1965. “Schock”, del 1977 è stato il primo film nel quale il padre gli permise di dirigere qualche scena. Il lavoro congiunto continuò nel 1978 con “La Venere d’Ille”, un film per la televisione facente parte della serie “I giochi del diavolo”. Nel 1979 la svolta, che permise al figlio di lavorare da solo nel film “Macabro”, la cui programmazione nelle sale italiane anticipò di due mesi la morte del padre. Il 1980 fu l’inizio della collaborazione nei film di Dario Argento, tra i più importanti di questa collaborazione abbiamo sicuramente “Dèmoni” e “Dèmoni 2 – L’incubo ritorna”. Fece da assistente regista allo stesso Dario Argento nel film “Tenebre”. Dal 1987 si dedicò all’horror televisivo dirigendo due miniserie TV. La prima datata 1988, dal titolo “Brivido Giallo”, comprendeva i seguenti titoli: “A cena col vampiro”, “Una notte al cimitero”, “Per sempre” e “La casa dell’orco”. A questa fece seguito una seconda, chiamata “Alta Tensione”, composta da altre quattro produzioni: “Il maestro del terrore”, “Il gioko”, “L’uomo che non voleva morire” e “Testimone oculare”, quest’ultimo conosciuto anche come “Protezione a vista”. Del 1989 è invece il remake “La maschera del demonio”, un omaggio all’omonimo film di Mario Bava, realizzato per una coproduzione televisiva internazionale anche se poi viene invece distribuito nei cinema. In seguito curò la rubrica “I nocturniani” del mensile “Nocturno Cinema”. Ha diretto e prodotto inoltre la serie fantasy “Fantaghirò”, composta da cinque film televisivi più un film di montaggio che riunisce i primi tre capitoli della storia. Nel 2010 ritorna in TV con Mediaset dirigendo 6 film che fanno parte del ciclo “Sei passi nel giallo”. Il primo episodio, “Vite in ostaggio”, viene presentato nel luglio 2010 al Romafictionfest. Nel 2014 esordisce come scrittore pubblicando “Solo per noi vampiri”, romanzo horror che affronta la tematica del vampirismo in maniera insolita.
Lorena Chiarcos – Latisana, dicembre 1978.
In ambiente familiare, grazie al nonno materno, assapora fin da giovane il piacere del fare, prevalentemente attraverso la lavorazione del legno e dei metalli, competenze tecniche che consolida attraverso studi artistici. L’interesse per le forme plastiche trova sviluppo successivamente  nell’approfondimento della tecnica della foglia d’oro e del mosaico, fino a trasferirsi al linguaggio pittorico.
I numerosi viaggi fin dalla giovane età influenzano le future contaminazioni artistiche, trovando un punto di svolta nell’esperienza londinese, dopo la quale la nostra sviluppa una visione del mondo contemporaneo assolutamente personale.
Grazie alle competenze culturali della nonna materna approda allo studio dell’arte e della filosofia dell’ikebana; da qui lo sviluppo della scomposizione e dell’equilibrio geometrico delle forme.
Vive e lavora a Latisana (Udine) dove gestisce lo spazio espositivo  e l’omonima associazione culturale Anthea Art Gallery, continuando a portare avanti numerosi progetti artistici su diversi fronti in veste di curatrice.

Comico, attore ,cabarettista dalle mille sfumature e dalle mille spettinature, ha creato un personaggio dal tipico occhio nero, e dalla visione pessimistica delle cose che vanno dalla vita di coppia alla frenetica vita della metropoli milanese, alle ingiustizie della società italiana.

Nato in Brasile, livornesissimo  ma con accento “nordico” terrà una conferenza  surreale sulla paura in uno degli eventi che precedono il Festival ,mercoledì 20 Aprile nella Sala Ferretti della Fortezza Vecchia di Livorno.

Per maggiori info: https://www.facebook.com/events/258945694450026/

Luciano Funetta (1986) vive a Roma. Dal 2012 fa parte del collettivo di scrittori TerraNullius. Nel corso degli ultimi anni alcuni suoi racconti sono apparsi su Granta, WATT, Costola e altre riviste. Il suo primo romanzo “Dalle rovine” è in libreria da novembre 2015 per la collana Romanzi di Tunué, ed è candidato al Premio Strega 2016.

Al Festival oltre a presentare il suo lavoro d’esordio, introdurrà un cult del cinema grottesco :”POSSESSION” una pellicola che presenta molte affinità con il lavoro dello scrittore pugliese.

LICAONI-oltre a quello che c’è nella biografia precedente aggiungi: al FIPILI HORROR FESTIVAL 2016 all’interno della rassegna “ALIENI A LIVORNO” presenteranno in anteprima nazionale il cortometraggio “OLIVIA”, un lavoro che vede tanti bambini protagonisti, all’interno  di una cornice fantascientifica.

CASTLE VIEW STUDIO- Questa casa di produzione guidata dai giovanissimi ma già molto esperti Filippo Morelli e Alice Del Corso ha realizzato due anni or sono un cortometraggio: ” SUSPENSUM” che è stato selezionato al Corner del Festival di Cannes 2015.

Al FIPILI HORRO FESTIVAL 2016 per la rassegna “ALIENI A LIVORNO” porteranno  lunedì 25 Aprile alle 18,30 un panel di “APEIRON”, con presenti i membri del cast, promo sci-fi di una pellicola che verrà realizzata in futuro.

RICCARDO IANNUCCELLI- ospite del FIPILI HORROR FESTIVAL 2016 nei giorni 24 e 25 Aprile con il suo libro ”DANZA MACABRA” è anche lo scrittore Riccardo Iannuccelli che si definisce così:

“Nasco a Sora, una cittadina in provincia di Frosinone, nel 1993.

Dal 2012 vivo a Roma, dove studio scienze archeologiche.

Sono appassionato di letteratura e cinema di genere.”

“La mia poesia è un mondo di freak pronto ad accoglierti tra braccia piene di sangue.

Una scenografia gotica in cui il vissuto incontra il mistico.

In cui la danza incontra il pugnale

e la morte assume una valenza estetica in cui alla fine si rimane intrappolati.

Ma c’è sempre uno spiraglio di luce radente ad indicarti la via, una compenetrazione tra bene e male dalla quale non si può fuggire e, quasi quasi, ti viene da danzare con i morti. Così, in simpatia!

Questa è Danza macabra!”

Marco Manetti (Roma, 15 gennaio 1968) e Antonio Manetti (Roma, 16 settembre 1970) sono due registi e sceneggiatori italiani, il cui sodalizio è meglio noto come “Manetti Bros.” I “Manetti Bros.” si distinguono nel panorama cinematografico italiano per la loro cinefilia e il loro amore per i film di genere (film popolari sviluppati in Italia tra gli anni 60-80). Debuttano nella regia dirigendo nel 1995 “Consegna a domicilio”, episodio del film “DeGenerazione”. Nel 1997 dirigono un piccolo film prodotto dalla Rai, “Torino Boys”, che narra delle avventure di un gruppo di nigeriani. Il film vince il Premio speciale della giuria al “Torino Film Festival” e lancia i due fratelli come registi emergenti. Nel 2000 dirigono “Zora la vampira”, interpretato tra gli altri da Carlo Verdone. Nel 2005 dirigono un piccolo film thriller, girato in digitale, ambientato per la maggior parte dentro un ascensore, “Piano 17”. Nel 2011 portano alla “Mostra del cinema di Venezia” nella sezione Controcampo Italiano il film “L’arrivo di Wang”. Nel 2012 si sperimentano nel genere horror con “Paura 3D”. Nel 2014 esce nelle sale il film “Song’e Napule”, già presentato al “Festival di Roma” nel 2013, che riceve il consenso unanime del pubblico e della critica. Per la televisione i due fratelli dirigono una serie di cortometraggi per il programma “Stracult”, la serie televisiva “L’ispettore Coliandro”, che omaggia il cinema di genere, e tre episodi della serie “Crimini”. Nel 2014 va in onda la settima serie di “Rex” diretta dai due fratelli. I “Manetti Bros.” hanno diretto più di cento videoclip, per cantanti come Piotta, Alex Britti, Mietta, Mariella Nava, Max Pezzali, e per gruppi come i Flaminio Maphia, gli Assalti Frontali, C.U.B.A. Cabbal, Misero Spettacolo e i Tiromancino. Per il web hanno girato una serie di corti da scaricare, intitolati “SCUM – The web series”.
Veterano della scena del cinema  indipendente, prosegue la grande tradizione del cinema gotico padano.

I suoi film sono venduti in tutto il mondo.

Qui ce lo presenta meglio uno dei suoi collaboratori più fedeli lo scrittore e sceneggiatore  Ivo Gazzarrini.
“Ivan Zuccon lavora per Pupi Avati, fa il montatore. Ha frequentato i suoi set e ha imparato la fotografia da Cesare Bastelli (il direttore della fotografia di Pupi Avati)”.

È un vero filmmaker, il film te lo tira fuori dall’inizio alla fine. Non è il classico regista che fa la regia e stop. Sul set è il primo che arriva e l’ultimo che se ne va. Non fa uso di storyboard, segue la sceneggiatura ma ama molto improvvisare senza stravolgere lo script. Discute la scena con gli attori, ascolta tutti i suoi collaboratori, nessuno escluso. È meticoloso, impiega ore e ore per preparare la scena e quando è pronto per girare sa già come la monterà”.  Ivo  Gazzarrini.

Al Festival presenterà “WRATH OF THE CROWS” e il teaser  trailer di “IN ARTICULO MORTIS” sabato 23 Aprile.

LUIGI COZZI-Quello che adesso è ribattezzato” Ed Wood italiano” è da sempre un uomo di cinema appassionato di fantascienza e di storie da brivido.

Regista, sceneggiatore  e storico collaboratore di Dario Argento, ha lavorato tantissimo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta anche con produzioni importanti.

Venerato all’estero specie peri suoi film di fantascienza, torna con ”BLOOD ON MELIES MOON”  a fare un film dopo un po’ di tempo.

Al Festival presenta proprio il suddetto film che vanta nel  cast tanti camei di nomi storici del cinema italiano.

Del film si parla come di un lavoro speculare a “UN GATTO NEL CERVELLO” di Fulci.

Non vediamo l’ora Lunedì 25 Aprile di vederlo al nostro Festival in anteprima nazionale.

Nato nel 1963 a Pisa è un  regista, scrittore, musicista, disegnatore al FIPILI HORROR FESTIVAL 2016 presenta il suo libro d’esordio: “IN BIANCO ”primo capitolo di una trilogia tra il giallo e il thriller in una sorprendente Livorno dalle atmosfere gotiche.

Questa casa di produzione guidata dai giovanissimi ma già molto esperti Filippo Morelli e Alice Del Corso ha realizzato due anni or sono un cortometraggio: ” SUSPENSUM” che è stato selezionato al Corner del Festival di Cannes 2015.

Nata a Milano,figlia di Giorgio Scerbanenco, è laureata in filosofia e lavora nel campo dell’editoria.Figlia del noto autore di romanzi noir/gialli Giorgio Scerbanenco, nonché fondatrice e responsabile dell’ “Archivio Scerbanenco”, ha affidato il materiale contenuto nell’archivio paterno in deposito alla biblioteca comunale di “Lignano Sabbiadoro”. Ricordando che il padre,caposcuola del genere Noir in Italia, Scelse Lignano come luogo di ispirazione per le sue trame.

A Giorgio Scerbanenco è intitolato un premio al “Courmayeur Noir in Festival”, dedicato al miglior giallo italiano dell’anno.

Storico del cinema e regista, nonché il figlio del regista, sceneggiatore e critico cinematograficoArmando Crispino. A pochi anni dalla sua scomparsa,ha dedicato al padre un documentario dal titolo Linee d’ombra (2007). Armando Crispino,durante la sua carriera, si è cimentato in diversi generi (la commedia in costume, il western, il war-movie, la commedia-melò, il giallo, il dramma storico, la parodia comica) contaminandoli tra loro e segnalandosi per la direzione creativa degli attori (come Gianni Morandi in Faccia da schiaffi). La sua pellicola più nota rimane però L’etrusco uccide ancora che, insieme a Macchie solari, costituisce un dittico giallo-horror di indubbia originalità nel panorama del cinema italiano del periodo.